GLI INSULTI E LE IMPRECAZIONI

 

Ci sia consentito premettere una breve nota a questa pagina che, affrontando il lessico di insulti ed imprecazioni, potrebbe essere considerata sconveniente. Vorremmo che fosse chiaro che la nostra scheda non vuole essere certo un invito ad usare le parole che troverete qui sotto. Tutto il contrario: abbiamo sottolineato più volte in queste pagine, e non ci stancheremo mai di ripetere, come gli italiani siano sempre pronti a giudicare una persona, prima di tutto dalla lingua che usa.  Nonostante comprendiamo che fornire un elenco di espressioni che vengono giudicate "maleducate" possa suscitare delle riserve, sentiamo il dovere di fornire una breve rassegna anche di queste categorie linguistiche, perché gli studenti non solo possano sapere quali termini sono riconosciuti da un parlante italiano come "inappropriati", ma perché siano anche in grado di capire quando qualcuno li usa con loro e decidere come comportarsi di conseguenza.

 

 
 LE IMPRECAZIONI
 Le imprecazioni sono degli insulti non rivolti a nessuna delle persone presenti e che vengono usati sia come puro e semplice sfogo di energie psichiche sia come uno strumento espressivo, una sottolineatura, un segno di enfasi.

La più comune imprecazione in italiano è sicuramente "cazzo!", il nome dell'organo sessuale maschile (in altre forme regionali: belìn in ligure, minchia in siciliano, etc.). Viene usata, come equivalente scurrile dei più educati "maledizione!" o "accidenti!", per indicare:

Un altro uso molto comune è come equivalente di "niente", in frasi come "Non me ne importa un cazzo!" (I don't give a s. about it), "Non so un cazzo!" (I dont' know a f. thing) o "In frigo non c'è un cazzo da mangiare!" (There is f. nothing to eat in the fridge).Per rendere l'espressione meno volgare senza perderne l'espressività si può usare, con lo stesso significato e nelle stesse situazioni, la parola "cavolo" (cabbage).

Altre imprecazioni, leggermente meno comuni e meno rudi per indicare disappunto sono: "Porca miseria!" o "Mannaggia!".

 

 

 GLI INSULTI

 Ci sono tre categorie in cui si possono distinguere gli insulti: contro l'intelligenza, il carattere o la morale di una persona. Nelle tabelle li riportiamo in ordine di gravità, dal più leggero al più offensivo.

 stupido
 imbecille
 cretino
 bischero (tosc.)
 coglione
 testa di cazzo

 bastardo
 boia
 stronzo

 al femminile
 battona
 mignotta
 puttana
 troia
 al maschile
 finocchio
 ricchione
 frocio

Un ultimo tipo di insulti che si deve conoscere è quello formato con il verbo andare, sempre con il significato di "go to hell!":

 vai al diavolo!
 vai all'inferno!
 va' a quel paese!
 vaffanculo!